Crucchi senza cuore: ma che vogliono?

Lo sapete gia’:  in Italia, con rarissime eccezioni, fa parte ormai del senso comune l’identificazione del tedesco medio con il fanatico affamatore di popoli, che vuole “punire” i mediterranei per la loro passata dissolutezza fiscale. Nelle versioni piu’ colorite tale accanimento trova giustificazione finanche in una comprensibile invidia per il sole, il mare, la buona cucina.

Fa eccezione, ovviamente e non solo in questo caso, quel piccolo spazio di liberta’ a 360 gradi che e’ la trasmissione radiofonica di Oscar Giannino, dove spesso e volentieri si cerca di fornire alle posizioni tedesche un corpo, in modo da rendere visibile il contrasto di idee (e di interessi) che la stampa italiana si ostina a voler rappresentare in maniera caricaturale.

Qualche giorno fa anche lui ha citato un documento che in Italia ha fatto molto discutere, ma che, chissa’ per quale motivo, nessun giornale ha ritenuto di voler tradurre e sottoporre al giudizio dei lettori: la lettera di 170 economisti di origine tedesca alla FAz che lancia l’allarme per la direzione intrapresa dai governi europei. Ovviamente i tempi radiofonici non permettono la lettura passo per passo di un documento simile, pur nella sua brevita’. 

Giudicate voi, dopo una attenta lettura, se quello dei tedeschi (che hanno per lo piu’ approvato integralmente il contenuto della lettera) e’ un sentimento anti-europeista, egoista, punitivo, o semplicemente orientato a pesare le conseguenze di lungo periodo di scelte prese oggi in preda all’urgenza di “fare qualcosa”. La mia posizione l’avete capita.

“ Cari concittadini,

troviamo che le decisioni prese dal Cancelliere Federale all’ultimo summit dell’UE siano sbagliate . Noi, professori di economia di lingua tedesca,  guardiamo con grande preoccupazione all’introduzione di una sorta di responsabilita’ collettiva verso i debiti delle banche dell’Eurosistema. I debiti delle banche ammontano, in valore assoluto, a tre volte quelli degli Stati sovrani, gran parte dei quali nei cinque paesi maggiormente colpiti dalla crisi. I contribuenti, i pensionati e i risparmiatori europei non possono diventare responsabili dei debiti altrui, in particolare le grosse perdite che vengono dall’aver erroneamente finanziato i debiti dei paesi dell’europa meridionale. Le banche devono poter fallire. Se i debitori non sono in grado di pagare, gli unici a doverne pagare le conseguenze devono essere i creditori: loro si sono assunti il rischio deliberatamente e loro hanno le risorse per far fronte alle perdite.

La speranza dei politici europei e’ che sia possibile, una volta posti su questo piano inclinato, stabilire un ammontare limitato di risorse da destinare allo scopo. Ma non c’e’ ragione per cui questo dovrebbe succedere, dato che le nazioni in difficolta’ sono maggioritarie nell’area Euro. Nel momento in cui ci si mette d’accordo sul principio dell’unione dei debiti bancari, ci saranno infinite occasioni nel futuro prossimo in cui i membri dell’Euroarea saranno sottoposti a pressioni per aumentare l’ammontare destinato al fondo, o per alleggerire i requisiti necessari per accedervi.
Inevitabilmente, questo sara’ fonte di conflitti potenzialmente distruttivi per l’Europa. Ne’ l’euro, ne’ l’ideale europeista saranno salvati dal far pagare ai contribuenti i debiti delle banche:  questo potra’ semmai essere d’aiuto per qualcuno a Wall Street o alla City – e per qualche investitore tedesco, ovviamente – oltre che, nel breve periodo, per le banche degli stessi paesi in difficolta’.

 In ogni caso, la socializzazione dei debiti non risolvera’ permanentemente i nostri problemi; l’unico risultato sara’ sussidiare alcuni creditori, sotto la maschera della solidarieta’, e creare distorsioni permanenti nel mercato del credito europeo.

Vi preghiamo, cari concittadini, di riportare queste preoccupazioni ai vostri rappresentanti eletti:  devono essere consapevoli dei pericoli che minacciano la nostra economia.”

(seguono le firme)

Luca Mazzone

Annunci

One thought on “Crucchi senza cuore: ma che vogliono?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...