Sul “furbetto”

Vi è mai capitato, dopo aver espresso un parere, di aver ricevuto questa risposta: “ Eh vabbè, ma tu sei bocconiano: è normale che tu dica certe cose!”?

Perché è la tipica battutina di un certo tipo di interlocutore, “ il furbetto”, che preferisce l’allusione infondata ( in Bocconi si trasmettono certe idee spesso etichettate, ça va sans dire, come “liberiste”!)   al confronto aperto e sincero sui contenuti.
Non è insomma una semplice battuta per sdrammatizzare la conversazione, ma piuttosto un esercizio di disonestà intellettuale. Il furbetto si porrà sin da subito come quello “indipendente” e, per riscuotere consensi dagli altri interlocutori, tenta di farvi apparire ai loro occhi, al meglio, come degli ingenui indottrinati, incapaci di ragionare con la propria testa.

E perché uno dovrebbe ascoltare o discutere con uno che ripete a pappagallo ciò che gli viene insegnato? Come si possono apprezzare le parole di un indottrinato?
E, senza accorgervene, vi ritrovate nella condizione di dovervi spiegare e/o giustificare. Di cosa poi non si sa.

Non bisogna fare l’errore di rispondere con un sorriso conciliante: non smentirà le sue parole. Rispondete piccati, fregandovene, eventualmente, delle buone maniere a costo di apparire maleducati: il modo in cui il furbetto fa la sua battuta vuole proprio evitare la vostra reazione. Incalzatelo, riproponetegli la questione e pretendete il suo parere. Solo così sarà costretto a rinunciare alle battutine e ad argomentare. E lì, per lui, saranno problemi.

                                                                                                                                                                                                                                                  Nicolò Bragazza

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One thought on “Sul “furbetto”

  1. che ironica coincidenza,sembra esattamente quello che capita a me quando faccio un ragionamento a Ingegneria:Vabbè ma tu sei comunista,è ovvio che tu dica così.Solo allora mi ricordo di fingermi un leghista deluso,mi invento un padre missino(che rinnego,ma il sasso è lanciato) ed è fatta: le mie idee sono accettate,si può discutere e quello che dico è d’un tratto condivisibile,giusto.Tutto questo sforzo solo per parlare di liberalizzazioni o di abolizioni di ordini professionali (noti principi comunisti,appena dopo la cancellazione della proprietà privata..)

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