VIRGO INTER VIRGINES

Alla luce delle vicende Laziali i “puri” politici nordici prendono le distanze dai soliti “maiali romani”, come Zaia afferma: « Il Veneto non è il Lazio, l’ho detto e lo ripeto. Non saremo noi a pagare per le malefatte degli altri».

È proprio in virtù della maggiore purezza d’animo che all’ inizio del 2012 i consiglieri regionali del veneto , lontani dalle logiche truffaldine romane decidono che  devono dimostrare ai propri elettori il loro essere diversi e così si avventurano in una trovata mediatica che la maggior parte degli elettori leghisti (tra quelli che sanno leggere) non riuscirebbe a capire.

 L’ ufficio di presidenza del consiglio regionale determina la paga base di un consigliere regionale paria a quella del 2010, antecedente i tagli: 7.607,37 euro lordi.

Poi attraverso il potente strumento dell’ addizione basta aggiungere l’indennità di funzione, che viene ridotta e varia a seconda della carica: la più alta è quella di Ruffato e Zaia, 3.072,21 euro lordi; la più bassa quella per i vicecapi gruppo, 877,77 euro lordi.

 Poi c’è la diaria: 2.250 euro più una quota variabile a seconda delle presenze . I tragitti casa-lavoro sono rimborsati a chilometro con tariffa Aci anche se si usa il treno.

 A questo punto lo stipendio netto sarebbe di 6700 circa ,che per il buon elettore leghista, il quale non può sapere che i maiali che ha eletto hanno approfittato di una legge già esistente  per fregare i soldi ai contribuenti facendoli passare per tagli, sembrerebbe motivo di orgoglio, ma invece ricevono quasi lo stipendio di prima con la differenza che ricevono 2100 non tassati.

 In particolare l’articolo 5 legge regionale numero 56/1984: “Nei limiti e con le modalità stabilite dall’Ufficio di presidenza i gruppi consiliari possono riconoscere ai consiglieri regionali rimborsi, anche forfettari, delle spese per la partecipazione ad attività di cui all’art. 3, quando le stesse si svolgano in località diverse dal capoluogo regionale o dal comune di residenza del consigliere”.  Così le stesse 60  persone che chiedono maggiori tasse alle imprese venete mettono a carico dei contribuenti circa 1 500 000 euro da spartire allegramente tra di loro, il tutto esentasse.

 Il declino di questa classe politica è immune alla geografia quanto agli schieramenti, ma nonostante tutto c’è chi, come Zaia , riesce a rivendicare una fantomatica verginità nei casi di palese coinvolgimento nei fatti. BHA.

                                                                                                                                                                                                                                                    Antonio Pavoni

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