Il complotto ebraico

L’attuale, profonda, crisi economica che sta vivendo l’Europa, pare non aver limitato i propri danni alla dimensione meramente sociale o materiale. Purtroppo risulta sempre più facile incappare nelle balzane teorie o spiegazioni di numerosi schizofrenici e paranoici apprendisti stregoni, che regolarmente tentano di convincerci che in qualche segretissimo consesso, pochi potentissimi uomini decidano delle sorti e del futuro di noi miseri mortali. Non perderemo nuovamente tempo in questa sede a cercare di sbugiardare le fandonie di queste persone, ma ci limiteremo ad illustrarne le basi intellettuali, con un breve richiamo storico.  

“circonderemo il nostro governo con un vero esercito di economisti. questo è il motivo per cui si insegna principalmente agli ebrei la scienza dell’economia. saremo circondati da migliaia di banchieri, di commercianti e, cosa ancora più importante, di milionari, perché, in realtà, ogni cosa sarà decisa dal danaro. nel frattempo, fintanto che non sarà prudente riempire gli incarichi di governo con i nostri fratelli giudei, affideremo i posti importanti a individui la cui fama e il cui carattere siano così cattivi da scavare un abisso fra essi e la nazione, ed anche a gente di tal risma, che abbia timore di finire in galera se ci disobbedirà. e tutto questo allo scopo di obbligare costoro a difendere i nostri interessi finché abbiano fiato in corpo.

[…]

“Perché, cosa è un prestito all’estero se non un sanguisugo? 

Un prestito è una emissione di carta governativa che implica l’impegno di pagare un interesse ammontante ad una certa percentuale della somma totale di denaro preso in prestito. 
Se un prestito è al cinque per cento, in venti anni il governo avrà inutilmente pagato una somma equivalente a quella del prestito per coprirne la percentuale.

 
In 40 anni avrà pagato due volte ed in 60 anni tre volte la somma iniziale, ma il prestito resterà sempre un debito non pagato. 
Da questo calcolo è evidente che simili prestiti, dato l’attuale sistema di tassazione, toglieranno fino l’ultimo centesimo al povero contribuente per pagare gli interessi ai capitalisti stranieri, dai quali lo Stato ha preso in prestito il denaro invece di raccogliere dalla nazione, per mezzo di tasse, la somma necessaria libera di interessi. 
Fin tanto che i prestiti erano interni, i Gentili non facevano che trasferire il denaro dalle tasche dei poveri in quelle dei ricchi; ma da quando riuscimmo, corrompendo chi di ragione, a far sostituire prestiti all’estero a quelli all’interno, tutte le ricchezze degli Stati affluirono nelle nostre casseforti, e tutti i Gentili principiarono a pagarci ciò che si può chiamare tributo.”
-I protocolli dei savi anziani di Sion- 
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