Buon Natale da SantaClaus-Obama !

Obama sta venendo e sarà probabilmente ricordato come colui che è stato capace di trionfare sulla vecchia guardia americana e di condurre gli Stati Uniti d’America in una nuova era di solidarietà e tolleranza sociale. Secondo numerosissime voci tanto autorevoli quanto superficiali  ,  Obama rappresenterebbe l’incarnazione di un nuovo esperimento americano più attento alle necessità delle minoranze attraverso il divino esercizio del potere federale che tutto può contro i singoli individui.

Nonostante queste lodi risultino fastidiosamente melliflue , tuttavia costituiscono un utile indizio per demistificare la causa razionale che soggiace alla rielezione del presidente democratico : i parassiti e gli scrocconi hanno prevalso. La tattica vincente di Obama è stato fare quello che ogni uomo rispettabile farebbe quando vuole ottenere qualcosa : lo compra. Dai buoni alimentari  , ai contraccettivi fino ai benefits per la disoccupazione : l’amministrazione Obama ha sostenuto un continuo flusso di denaro in uscita per garantirsi un adeguato ritorno all’Election Day( emblema di ciò è stata la vittoria democratica nello stato dell’Ohio dove i voti di coloro che hanno beneficiato del salvataggio statale del settore auto sono risultati determinanti) .Tutto questo non significa affatto che la vittoria di Romney avrebbe significato un deciso taglio del welfare state e la fine della state-subsidized dependency ,poiché l’esercito incontrollabile di burocrati avrebbe comunque continuato a espandere il proprio potere e i propri budgets .In altre parole ,ciò che spaventa è stata anche la pressochè totale incapacità del Grand Old Party di porsi come reale alternativa facendosi difensore di quei principi di libertà individuale(che è sempre ed innanzitutto libertà economica) che da sempre costituiscono l’essenza della società americana. Se si vuole avere una misura di quanto il Partito Repubblicano abbia fallito in questo senso ( e fallendo si è di fatto in parte allineato alla controparte democratica) basterà osservare non solo come il candidato prescelto sia stato uno fra i primi a introdurre un sistema sanitario pubblico nel Massachussets  ma anche quanto sia stata in molti casi esigua e di pura facciata la differenza delle proposte economiche fra i due candidati . Da qui segue inoltre l’importanza determinante che secondo molti sondaggi ha avuto l’approccio dei due candidati nei confronti dei diritti civili con Obama che avrebbe guadagnato consenso proprio su queste tematiche. Tuttavia , nonostante l’uniformità di cui si è appena parlato , il risultato delle elezioni  non ci può lasciare indifferenti soprattutto dal punto di vista dell’ideologia che ha prevalso :  Obama ha vinto le elezioni sfruttando il peggiore vizio umano : l ‘invidia.  Demonizzando il ricco e promettendo di sottrargli una parte maggiore del suo reddito a fini redistributivi , Obama ha di fatto reso degno di xenofobia chiunque osi pronunciarsi contro lo schema di Robin Hood.

L’economista Thomas Di Lorenzo riassume la vittoria di Obama in questo pungente spunto di fine saggezza : “ Ogni volta che Romney ha detto uno dei suoi ‘ facciamo ripartire di nuovo l’economia ‘ esaltando la virtù del lavoro , ha spaventato milioni di parassiti e li ha motivati ancora di più a stare quattro ore in fila per votare Santa Claus Obama , il salvatore che gli renderà possibile vivere senza lavorare.”

Ebbene ,direte voi, in tutto questo dove sta il problema ? Non siamo solamente davanti a una semplice ridistribuzione di ricchezza a vantaggio dei meno abbienti? Beh, le cose non stanno propriamente cosi’. A riconferma di un trend pluriennale ma che è stato  accelerato dalle politiche di Obama , già questa estate uno studio condotto dal Ranking Member of the Senate Budget Committee Jeff Sessions (R-AL) rivela che più di 107 milioni di Americani sono in diversa misura dipendenti dal welfare state del governo. Se a questi si aggiungono i milioni di Americani che hanno accesso al Medicare  e quelli che sono veri e propri impiegati statali a livello federale o locale , si arriva a vedere che più di 165 milioni di Americani ( una netta maggioranza rispetto ai 308 milioni contati nel censimento del 2010) sono almeno in parte dipendenti dallo stato.

Tale trasformazione della società Americana mette in discussione non solo il costituzionalismo ma lo stesso limite al potere governativo che da sempre è il fondamento dello spirito e della prosperità americane  : il rischio è che l’America discenda in uno stato di dipendenza in cui la maggioranza attraverso il proprio potere di voto domandi servizi statali sguinzagliando il potere coercitivo federale per drenare risorse da chi ( ormai evidentemente una stretta minoranza) cerca ancora di vivere onestamente con il lavoro delle proprie mani. La Costituzione Americana è stata concepita per evitare un simile risultato : i founding fathers non vollero una democrazia pura in quanto essa tende inesorabilmente a fallire nella protezione dei diritti delle minoranze contro una maggioranza autoritaria e arrogante : per questo scelsero una repubblica. Lo stesso Madison scrive infatti che nelle democrazie “ i governi sono troppo instabili , il bene comune è spesso messo da parte a causa dei conflitti fra fazioni rivali e i provvedimenti sono spesso decisi non tanto secondo le leggi della giustizia e dei diritti delle minoranze , ma piuttosto dalla forza superiore di una maggioranza interessata e prepotente”.

Seguendo sempre il pensiero di Madison ,lo schema della rappresentanza, l’ampiezza geografica degli USA , i limiti costituzionali al potere governativo, la ferrea separazione dei poteri e la costituzione di due organi legislativi separati(camera e senato americani ) dovrebbero rendere “ meno probabile che la maggioranza abbia un motivo comune per invadere i diritti degli altri cittadini”.

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Ebbene ,potreste ancora ribattere , per quale motivo ci dovremmo preoccupare di una simile tendenza ? In fondo , all’atto pratico che importanza ha tutto questo discorso?

Per rispondere mi affido a una citazione la cui origine è tutt’ora dibattuta ma il cui contenuto è senz’altro provvido di verità, saggezza e lungimiranza.

“Una democrazia pura non può esistere come forma permanente di governo. Può esistere solo fino a quando i votanti scoprono che possono votare a proprio favore una maggiore generosità della cassa pubblica nei loro confronti. Da quel momento in avanti, la maggioranza voterà sempre per i candidati che promettono maggiori benefici attraverso l’uso dei soldi pubblici , con il risultato che la democrazia collassa sopra una perdita di responsabilità fiscale ed è seguita da una dittatura. La durata media delle civiltà più prospere prima del loro declino è di 200 anni.Queste nazioni sono progredite in questa sequenza: dalla schiavitù alla fede spirituale;dalla fede spirituale al coraggio; dal coraggio alla libertà ;dalla libertà all’abbondanza;dall’abbondanza all’egoismo;dall’egoismo al compiacimento;dal compicimento all’apatia ; dall’apatia alla dipendenza; dalla dipendenza di nuovo alla schiavitù”.(citazione attribuita a un professore di Edinburgo , ma di ancora non sicura datazione)

 

Non ci resta che sperara che la conclusione della sequenza testè citata si riveli errata , che lo spirito americano possa ancora rinnovarsi sebbene tutto sembra congiurare contro e che l’America continui ad essere il bastione della libertà individuale come è sempre stato. Speriamo , insomma, che nonstante le sue politiche liberticide Obama almeno su questo non si sbagli “Il meglio deve ancora venire”.

Alessandro Baggio

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