Una Scelta UdCivica

L’altra sera, quando il professor Ricolfi ha definito la lista di Monti “nient’altro che un veicolo per riportare in Parlamento gente che non era sicura di poterci rientrare”, in molti avranno pensato si trattasse di un’esagerazione. In realta’, anche stavolta, Ricolfi aveva ben pesato le parole.

L’operazione di Monti, Riccardi, Montezemolo si puo’ riassumere brevemente con questi passaggi: dal momento che non e’ impossibile impedire la vittoria al Senato del centrosinistra, anzi e’ molto probabile che il centrosinistra riesca gia’ da solo a non vincere, tanto vale inserire un elemento ulteriore nel sistema, e poi porsi come interlocutore nella formazione di un governo di larghe intese, in modo da poter tutelare interessi che rischiavano altrimenti di rimaner poco “coperti”. Per un’operazione del genere servono persone affidabili piu’ che presentabili, e quindi piu’ uomini di partito e meno vocazione maggioritaria.

Cosi’ si spiega la scelta di gruppi separati alla Camera, dove il PD dovrebbe avere maggioranza autonoma. Per la verita’, Casini e Bersani alla Camera possono serenamente fare a meno del nuovismo bugiardo di Monti. A patto, ovviamente, che al Senato il gruppo sia in mano ai fedelissimi. Ora, secondo tutti i sondaggi, al PD mancherebbe un numero compreso tra 15 e 30 senatori per poter governare tranquillamente. Li trovera’ nelle liste di Scelta Civica?

Qualcosa lascia intendere di si. Ho spulciato la lista di Scelta Civica al Senato. Considerando la dimensione dei collegi, percentuali intorno al 13%, e l’esistenza dei premi di maggioranza su base regionale, e’ pacifico che Scelta Civica dovrebbe aggiudicarsi una quarantina di senatori.

Ebbene, a dispetto della retorica sul “nuovo”, sul “lasciarsi alle spalle i partiti che hanno malgovernato prima dei tecnici”, eccetra, sorprendera’ scoprire che di questi 40 in posizioni di quasi sicura elezione ben 9 erano gia’ stati eletti nella legislatura precedente (nazionale o regionale) con il Partito Democratico, e altrettanti con il Popolo delle Liberta’. Non solo Ichino, Albertini e Mario Mauro, ma anche svariati consiglieri regionali in fuga, deputati in grado di offrire pacchetti di voti, e cosi’ via. In molte regioni (Marche, Sicilia, Campania, Lombardia) il 100%  dei candidati eletti sara’ un politico uscente.

Solo con PD e PdL siamo a 18 – diciotto! – quasi la meta’. E l’UdC? Ovviamente fa la parte del leone. Non solo Casini fa bella mostra con la sua capolistatura in ben cinque regioni, ma in posizione di sicura elezione stanno ben 9 – nove! – politici provenienti dall’UdC, il che riesce nel miracolo di triplicare il numero di eletti dell’UdC al Senato rispetto al 2008 senza che siano corrispondentemente aumentati i voti. Anzi, e’ possibile che alla Camera l’UdC prenda meno che nel 2008!

Una perla: in Calabria, subito dietro Casini, c’e’ Michele Trematerra,  figlio dell’eurodeputato UdC Gino Trematerra e assessore regionale della giunta Scopelliti – non dimissionario, ad oggi – alle politiche agricole e forestali. Esatto, proprio lui che si occupa dei leggendari forestali calabresi (che pare reclamino da lui di non essere pagati in tempo, ma state sicuri che lo saranno prima di meta’ Febbraio) e’ il primo volto del rinnovamento che ci propongono questi signori, in Calabria. Ottimo.Tra gli altri miracolati, Antonio De Poli: Wikipedia ci ricorda che il nostro, uscente UdC ricandidato con Scelta Civica in Veneto, si e’ fatto promotore di una interrogazione parlamentare su Nonciclopedia in merito alla pagina sugli emo, per via di un (suo) fraintendimento circa il contenuto umoristico della voce. La competenza al potere, non solo il rinnovamento.

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Con 27 politici navigati, insomma, la continuita’ e’ cosa sicura. Ci sono poi i nomi della societa’ che non mi azzardo a definire “civile”: il membro del direttivo di Scienza & Vita, Lucio Romano, che invitava, mentre Monti dava lezioni di civismo dalle colonne del Corriere della Sera, all’astensione sui referendum in materia di fecondazione assistita, ad esempio. Ricordiamo tutti le citta’ italiane tappezzate dei manifesti dell’associazione di Romano in cui la ricerca scientifica e l’omicidio sembravano due pratiche tutto sommato equivalenti.

C’e’ poi Antonino Recca, che non ho incluso in quota UdC anche se avrei dovuto: da rettore dell’Universita’ di Catania riusciva, contemporaneamente, a fare il segretario regionale dell’UdC. E ad inviare, attraverso strumenti di Ateneo, istruzioni di voto ai dipendenti dell’Ateneo stesso a favore di candidati a lui vicini.
Societa’ non tanto civile, ma neanche tanto lontana dalla politica. Come Mario Giro, membro della Comunita’ di Sant’Egidio: il fratello e’ deputato nel PdL! Non possono mancare, poi, le figurine: su tutte, e ben piu’ di Valentina Vezzali alla Camera, spicca Rita Clementi, il cui unico merito in mezzo a tantissimi altri bravi ricercatori pare essere l’aver inviato una lettera di protesta riguardante la sua condizione al Corriere della Sera. In Toscana, invece, pare non morire mai la tradizione dell’intreccio mortale tra affari e politica, pure adesso che Monti si presenta come “liberale” e che Monte dei Paschi di Siena naviga in cattivissime acque per via delle porcherie avallate dalla gestione iper-politicizzata della banca: candidato alla Camera e’ Alfredo Monaci, uomo-chiave nella catastrofica operazione di Antonveneta, e “trombato” nella sua operazione di ascesa al CdA del Monte per via PD area Margherita quando, recentemente, il sindaco PD area DS ha fatto valere il suo peso relativo nelle nomine. Capite bene che parliamo delle lotte di corrente interne a un partito per determinare un CdA che guida una banca “privata”: e dove va a pescare Monti? Tra i trombati di queste lotte di potere. Societa’ in-civile.

Rimangono Mario Sechi, lui si’ adoratore di Berlusconi fino a tempi non sospetti e poi convertito in tempo per un seggio senatoriale sicuro in Sardegna, il montezemolian-matarresiano Domenico Pannoli, candidato in Puglia, e un non troppo nutrito gruppetto di imprenditori. Nel loro caso (specialmente per Salvatore Ruggeri e Maurizio Rossi) staremo a vedere quanto rigorosa sara’ l’applicazione del blind trust sbandierato da chi ha presentato le liste come garanzia di assenza di conflitti d’interesse. Ah, e siccome non si era capito che “siamo quelli dell’economia sociale di mercato” (laddove per “sociale” si intende “corporativa” quando non direttamente crony) il presidente di Confcooperative Luigi Marino apre la lista in Emilia Romagna. E qualcosa si dovrebbe dire su Andrea Olivero, delle ACLI, capolista in Piemonte, ma credo sia gia’ noto di suo.

Insomma, non c’e’ che dire: l’operazione e’ riuscita. Per un altro mese la stampa reggera’ il gioco di Monti innovatore, e nel frattempo la consistenza dei pacchetti di voti garantiti dai nuovi arrivati sara’ la massa critica di partenza sulla base della quale saranno convinti gli indecisi. Perche’ una cosa va detta degli italiani: amano il rinnovamento. Specialmente quello che hanno gia’ provato.

P.S. in allegato la tabella completa con gli eletti sicuri e la provenienza, regione per regione.

Piemonte Andrea Oliviero ACLI
Gianluca Susta eurodeputato PD
Gianluigi Magri ex senatore UdC
Lombardia Gabriele Albertini eurodeputato PdL
Pietro Ichino senatore PD
Mario Mauro eurodeputato PdL
Benedetto Della Vedova deputato FLI
Christian Campiotti segretario regionale UdC
Emanuela Baio senatrice PD
Rita Clementi ricercatrice, nota per lettera a Corriere
Veneto Gianpiero della Zuanna professore, ambienti cattolici
Antonio De Poli deputato UdC
Fabio Gava deputato PdL
FVG Alessandro Maran deputato PD
Emilia-Romagna Luigi Marino presidente confcooperative
Mario Libe’ consigliere regionale PD
Giuliano Cazzola deputato PdL
Liguria Maurizio Rossi imprenditore tv
Toscana Stefania Giannini rettore univ. stranieri Perugia
Nedo Lorenzo Poli deputato UdC
Umbria Linda Lanzillotta senatrice API
Marche Maria Paola Merloni deputato PD
Lazio Pierferdinando Casini deputato UdC
Giulia Bongiorno deputato FLI
Enzo Moavero Milanesi Monti
Roberto Rao senatore UdC
Abruzzo Nicoletta Veri’ consigliere regionale PdL
Sardegna Mario Sechi direttore Il Tempo
Calabria Michele Trematerra assessore regionale UdC
Campania Lucio Romano direttivo Scienza & Vita
Mario Giro Sant’Egidio
Nunzio Testa deputato UdC
Giuseppe Consolo deputato PdL
Puglia Angela D’Onghia imprenditrice
Salvatore Ruggieri imprenditore
Domenico Pannoli Italia Futura (Matarrese)
Basilicata Tito di Maggio imprenditore
Sicilia Rosario Sidoti deputato UdC
Benedetto Atragna deputato PD
Mario Baldassarri deputato FLI
Antonino  Recca rettore uniCT, segretario regionale UdC
Basilicata Tito di Maggio imprenditore
Sicilia Rosario Sidoti deputato UdC
Benedetto Atragna deputato PD
Mario Baldassarri deputato FLI
Antonino  Recca rettore uniCT, segretario regionale UdC
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One thought on “Una Scelta UdCivica

  1. Solo una correzione su Recca: l’email con le istruzioni sul voto alle elezioni regionali non è arrivata solo ai dipendenti, ma a tutti gli studenti dell’Università di Catania.

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