Delenda RAI

In genere, finiti i Simpson, il mio interesse per il palinsesto pomeridiano scompare. Da quando esiste lo streaming, infatti, preferisco rivedermi una puntata già vista di Game of Thrones o una non ancora vista di How I Met Your Mother, senza pubblicità, al vuoto cosmico dei canali tivvù.

È quindi stato per caso (o per sfiga) che verso le 16 circa ieri ci fosse la televisione accesa su un programma RAI. Non dirò il nome del programma o dei protagonisti, che al momento nemmeno sapevo, ho controllato successivamente sul sito della RAI per amor di informazione. Non per riservatezza, ma perché potrebbe essere un qualsiasi programma e i conduttori potrebbero essere chiunque. Riporto solo il brevissimo scambio di battute che ho sentito.

Lei: «Ma tu lo mangi il sushi?»
Lui: «Io… ma… Ma io il sushi lo mangiavo cinquant’anni fa, prima che si chiamasse sushi: il pesce crudo insoma…».

Conduttori cui non saprei dar nemmeno un’età (per quanto ne so esistono da sempre, e non sono mai esistiti) che sulla televisione nazionale non hanno il coraggio di prendere una posizione nemmeno sul cibo che mangiano. Da un lato vogliono mostrarsi “giovvani” e non avversi al sushi (come se nel 2013 fosse ancora un piatto esotico, e non l’equivalente orientale di un McDonald, di un Kebab, o di una Pizza in un paese che non sia l’Italia). Dall’altro vogliono ostentare a tutti i costi un “made in Italy” inesistente e immotivato, per non ferire i sentimenti delle pie donne che temono i tempi che corrono.
rai

Questo buonismo imbecille della RAI, che è il bisnonno del “politicamente corretto”, è una coltre di catrame che porta tutti a non voler mai dire nulla, per paura di spaventare chiunque, sia essa una nonnina monarchica che grida ancora “VIVA I SAVOIA!”, sia esso uno straniero che non si sente integrato per via del sushi.
Questo buonismo imbecille, sterile e pericoloso, contrapposto ad una Mediaset dove il demonio fa i trenini con Brigitte Bardot mentre le Veline mostrano le tette, non scomparirà nemmeno con la privatizzazione della RAI. 

Per quanto mi riguarda LA RAI NON VA PRIVATIZZATA, VA DISTRUTTA.

Andrea Inversini

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