Ministro dell’Ingiustizia

Ricapitoliamo. Un Ministro, ed in particolare quello della Giustizia, avrebbe interferito direttamente per la scarcerazione della nipote di Antonino Ligresti come atto umanitario. Si fa notare nel frattempo che il figlio della stessa Cancellieri, cuor di mamma, lavorasse per i Ligresti, con una recente buonuscita da 3,6 milioni di euro.

Ci sono troppe cose oscenamente in-giuste in tutto questo, che è difficile capire da dove cominciare a commentare.
È ovviamente in-giusto che un Ministro della Repubblica, in particolare quello della Giustizia, intervenga direttamente ad ostacolare il normale procedimento giudiziario.

È in-giusto che l’opinione pubblica, da vent’anni inchiodata non ad un bipolarismo partitico, ma ad un doppio antagonismo unipersonale fondato su Silvio Berlusconi, otterrà appunto antagonisticamente due modi differenti di vedere le cose, nessuno dei quali che centri il punto: chi, tra i berluscones, si limiterà a gridare ai “due pesi e due misure”, e chi, tra gli antiberluscones, passerà più tempo a precisare come i 7 anni di carcere chiesti per SB per la telefonata a liberazione della “nipote di Mubarak” siano meritati, dimenticandosi che nel frattempo si stia parlando di un altro più grave caso (in cui non ci va di mezzo la “gnocca”, ma qualche milioncino di euro per rendere tutti contenti).

cancellieri brindisi

Ma quello che in tutto questo sfugge e che è ANCORA PIÙ in-giusto, è l’ammissione implicita e colpevole di un Ministro della Giustizia che RICONOSCA la DISUMANITÀ delle carceri italiane, al punto da intervenire personalmente prendendosi in-giustamente (secondo legalità) cura di UNA PERSONA, ma allo stesso tempo in-giustamente (secondo equità) non abbia speso una parola, un parere, una mozione, nulla, per il miglioramento di queste stesse carceri nei confronti di TUTTE LE ALTRE PERSONE che vi sono dentro.

Intanto, mentre Angelino Alfano, abituato a difendere un padrone e disabituato all’idea che non sia più lo stesso, grida al solito gombloddo e alla macchina del fango difendendo la Cancellieri, il Ministro dell’In-Giustizia è ancora intoccato al suo posto.

Andrea Inversini

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