Anche le donne sanno correre!

Nella serata del 7 marzo “Otto e mezzo” è andato in onda con una scoppiettante puntata sulle donne, con il presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini e Sandrine Mazetier, vice presidente dell’Assemblea Nazionale francese. Come agilmente prevedibile nessuno degli ospiti ha inseguito un filo interamente logico e coerente, e ciò mi ha suggerito alcune riflessioni notturne riguardo alle donne e alla loro festa.
Secondo il filosofo tedesco Martin Rhonheimer il concetto di giustizia sociale viene spesso preso in considerazione in modo talmente approssimativo ed emozionale dal generare buffe ed inconcludenti “chiacchiere sulla giustizia sociale”. Con stupore ho constatato che ciò non avviene solamente durante i dibattiti superficiali condotti davanti alla sesta birra, ma, nel mio caso, anche durante la discussione tra due ospiti dall’elevato calibro istituzionale.

Il programma si è aperto con un video che mostrava l’intervento di un politico francese in Assemblea continuamente interrotto dalla signora Mazetier poiché questi l’aveva oltraggiata usando l’appellativo “il presidente” invece che “la presidentessa”. L’insistenza con cui quest’ultima ha trascurato l’intervento del suo collega per sincerarsi che fossero rispettati i suoi diritti e non venisse discriminata è stata tale che alla fine ha deciso di usare il potere conferitole dalla legislazione per punire l’interessato con una multa pecuniaria di diverse migliaia di euro. Seguono gli elogi della nostra rappresentante italiana nei confronti di un così prorompente atto di coraggio.

La “chiacchiera sulla giustizia sociale” ha poi toccato il tema dell’equità quantitativa dei generi in Parlamento, difeso a spada tratta dall’onorevole Boldrini, e rivisto dalla seconda che, con disillusa arguzia, sosteneva che nonostante il governo Francese fosse attualmente composto da un numero pari di uomini e donne si percepisse comunque un certo livello di discriminazione prodotto dall’iniqua divisione dei compiti.
Chiude il programma – dulcis in fundo – il classicissimo riferimento alla “giustizia morale” da parte del Presidente della Camera: ed ecco allora chiamate in causa le donne che assumono caratteristiche sessualmente provocanti nelle pubblicità.

Ora, dilungarsi in un commento su ciò che è stato detto durante il programma sarebbe tendenzialmente inutile, è pienamente legittimo che le donne assumano gli atteggiamenti che vogliono quando vogliono, dunque mi limito ad una constatazione: donne e uomini sono diversi, e sprecare una vita per renderli uguali non supera la barriera dell’inutile perdita di tempo, riempiendo ogni singolo pollice dei nostri televisori di perbenismo scolorito.

Ma questo messaggio è tanto riprovevole che durante il programma la Boldrini ha voluto persino sfatare il mito secondo cui le ragazze non sanno correre, credenza che ha poi generato il classico proverbio “corri come una femminuccia”, sostenendo la rivoluzionaria tesi secondo la quale le donne potessero correre esattamente come gli uomini, e che quindi fosse “moralmente ignobile” far sentire ai bambini frasi del genere. Utile rendere gli ascoltatori partecipi di siffatta testimonianza, io per primo non ero a conoscenza del fatto che le donne potessero correre, mio padre mi ha sempre educato a credere il contrario, e del resto “i bambini vengono educati così” (sic!)

mimosa1

L’otto marzo potrebbe essere il giorno in cui si festeggia la donna proprio in quanto diversa dall’uomo, invece lo dedichiamo all’articolo che mettiamo prima del titolo con cui ci riferiamo ai presidenti piuttosto che alle presidentesse, simbolo di questa crociata.

L’otto è la giornata in cui si dice che è stupido festeggiare la donna solo per un giorno perché dovrebbe essere festeggiata sempre, è l’antifona della nonna che ricorda che la fiorentina non va evitata solo il 24 Dicembre ma tutti i Venerdì dell’anno.
Che il mondo goda delle donne e della loro diversità.

Enrico Mattia Salonia

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