La parola ai Greci

Ma cosa vorranno mai, questi creditori dello stato Ellenico?
Un avanzo pubblico, in termini di percentuale del PIL, pari all’1% nel 2015, al 2% nel 2016, al 3% nel 2017 e al 3,5% nel 2018, attraverso una serie di misure che interessano 5 diversi campi:
1. IVA;
2. tasse;
3. pensioni;
4. PA;
5. lotta all’evasione fiscale;
6. altre ed eventuali.
Le autorità europee sono state molto precise sugli obiettivi di spesa e di entrate, in particolare in merito alla gestione dell’IVA, delle tasse e delle pensioni. Non sembra esserci troppa chiarezza sugli altri aspetti. Ma vediamo un po’ più nel dettaglio di cosa si tratta.
Cominciando con l’IVA, l’obiettivo unico e imprescindibile è il raggiungimento di un’entrata pari all’1% del PIL su base annua. Tale risultato è ritenuto conseguibile tramite l’adozione di un’aliquota pari al 23%, fatta eccezione per alcune categorie di beni, e la diminuzione del numero di operazioni che non vengono colpite dall’IVA.
Iniziando con la fiscalità generale, le società assisteranno a un aumento della tassa gravante sui propri redditi (dal 26 passerà al 28%) e un minor numero di categorie imprenditoriali potranno beneficiare dei sussidi e dei trattamenti fiscali privilegiati. Peraltro, oltre ad un aggiustamento della tassa proprietaria, il governo dovrà riorganizzarsi nella lotta all’evasione fiscale e alle frodi. Infine, tutto il sistema assumerà un tonalità più progressiva.
In campo sanitario, sarà ridotto il prezzo di tutti i medicinali di almeno il 32,5%, ed è prevista una riduzione anche di quello dei test diagnostici.
Concentrandoci poi sul welfare, troviamo fissato un altro obiettivo molto semplice ma preciso: bisogna risparmiare lo 0,5% del PIL per facilitare l’adozione del reddito minimo garantito. Secondo il gruppo dei creditori, le risorse necessarie a raggiungere tale obiettivo dovranno essere ricercate nei risparmi sulle spese militari, nella concessione di licenze per lo sfruttamento delle frequenze radiotelevisive e nella tassazione delle pubblicità televisive e delle videolottery.
Con le pensioni, poi, c’è da sbizzarrirsi! Anche qui si vuole ovviamente risparmiare: tra lo 0,25 e lo 0,5% del PIL nel 2015 e l’1% del PIL nel 2016. Come? Semplice:
1. si va in pensione o a 67 anni o a 62 con 40 anni di contributi;
2. chi vuole ritirare i propri contributi dal Fondo Assicurativo Sociale deve pagare una penale del 10% piuttosto che del 6%;
3. la garanzia di solidarietà non c’è più;
4. i limiti alle pensioni garantite in termini nominali restano fissi fino al 2021.
Inoltre, perché la centralizzazione permette di ottenere economie di scala, tutti i fondi pensioni saranno integrati nell’ETEA. Infine, in maniera molto più vaga si parla di avviamento di procedure per avvicinare i contributi alle retribuzioni, di razionalizzazione di tutte le categorie pensionistiche e di armonizzazione delle regole sui benefici pensionistici.
Questo era tutto ciò che riguardava le riforme strutturali. La sezione successiva tratta i rapporti con la PA, la riforma della giustizia e le leggi anti-corruzione.
Il messaggio che si vuole portare avanti nella riforma della PA è chiaro: il capitale umano pubblico è troppo costoso! Per ridurre i costi bisogna prendere a esempio le altre amministrazioni europee, sono da introdurre dei principi aziendali per valutare le risorse umane e servono assolutamente dei manager capaci. Tra le manovre si parla anche di un riordino amministrativo dell’ELSTAT, il cugino greco dell’ISTAT.
La proposta per il terzo potere è unica ma pesante perché si parla di riordino del Codice di Procedura Civile.
Finendo con l’anti-corruzione, i creditori si appellano alle autorità greche affinché applichino delle norme finalizzate ad aumentare il grado di trasparenza nella gestione di bilancio dei partiti e a impedire interferenze da parte dei politici nelle investigazioni anti-corruzione.
Circa a metà del documento si parla di tax administration. Procediamo con calma.
In primo luogo, si prevede l’istituzione di un’agenzia delle entrate, di cui vengono indicate le connotazioni fondamentali. In secondo luogo, si vuole abbassare del 25% il tetto dei salari e delle pensioni. In terzo luogo, si mira a migliorare la gestione, preferibilmente per via informatica, dei crediti e dei debiti tributari, puntando a portare i primi al minimo. Inoltre, i tassi d’interessi applicati devono essere allineati ai loro valori di mercato e il processo d’installazione di una struttura informatica efficiente dev’essere accelerato.
Parte della discussione volge, poi, verso l’argomento “lotta all’evasione fiscale”, che si riassume nelle seguenti esigenze:
• bisogna combattere il contrabbando di benzina;
• bisogna controllare meglio le transazioni bancarie in Grecia e all’estero;
• bisogna migliorare la gestione dei conti IVA;
• bisogna promuovere l’utilizzo dei pagamenti elettronici.
Abbiamo superato di qualche pagina la metà del documento. Ora si parla di finanza e gli argomenti principali sono 4:
1. riforma della legge fallimentare;
2. istituzione e liberalizzazione della professione di amministratore fallimentare;
3. privatizzazione del settore bancario;
4. implementazione di una strategia che miri a risolvere il problema dei crediti deteriorati.
Alla finanza segue il mercato del lavoro, sul quale bisogna intervenire in materia di consultazioni collettive, sia per i licenziamenti sia per i contratti, sempre sotto l’egida della sempre sia lodata Troika. Alla luce della lettura dei punti precedenti, il nemico individuato e da combattere sembra essere il lavoro in nero perché danneggia le imprese in regola e i lavoratori.
Il penultimo settore da riformare è il mercato dei beni. Qui urgono assolutamente l’apertura di alcune professioni (anche da noi note per il loro carattere quasi settario), una parziale deregulation e l’adozione delle predisposte riforme del mercato del gas. Un paragrafo di questa sezione è dedicato all’energia elettrica, che dev’essere prodotta efficientemente, ovvero nel rispetto di certe condizioni:
• gli impianti non devono andare a ca**o;
• le tariffe PPC devono essere in linea con i costi;
• non si devono accumulare arretrati tra il fornitore e il regulator.
Infine, si parla di energie rinnovabili e d’indipendenza operativa e finanziaria dei regulators dalle autorità pubbliche.
And last but not least, le privatizzazioni. Destinatari delle relative mosse saranno gli aeroporti regionali e i porti del Pireo e di Tessalonica. Entro fine ottobre saranno annunciate le date per le aste e, al più presto, sarà assegnata la gestione degli aeroporti regionali ai migliori offerenti.

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Nella stragrande maggioranza delle costituzioni è fissato il principio secondo il quale le leggi aventi ad oggetto la fiscalità generale non sono da sottoporre ad alcun referendum. È, infatti, pacifico che difficilmente diverse fasce della popolazione si accordino sulla disposizione del carico fiscale. La predisposizione di un accordo con i creditori è sempre stato un dovere del governo, e nessuna proposta seria è stata finora avanzata. Di conseguenza, la responsabilità dell’impasse corrente che non può che ricadere sulle autorità greche, qualsiasi sarà l’esito del referendum.

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Giovanni Trebbi

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