Somewhere back in time

​La situazione politica dell’Europa appare incerta. 

In Spagna l’impossibilità di creare un governo di unità nazionale spiana la strada all’ascesa di un partito populista e di stampo antidemocratico, seguendo una tendenza che ha già trovato compimento nei movimenti nazionalisti e xenofobi di Austria, Italia e Ungheria. 

La Gran Bretagna e la Francia faticano a gestire disordini interni e grandi mutamenti politici, lasciando così alla Germania un ruolo di egemonia su un’Europa in bilico fra l’influenza dell’autoritarismo russo e gli Stati Uniti, incapaci di imporsi come leader della democrazia mondiale, propensi anzi a cedere all’isolazionismo perorato da buona parte del Congresso, che ha limitato fortemente le iniziative di un presidente molto amato ma ormai impossibilitato a governare il Paese. 

La crisi economica di quasi 8 anni fa continua a imperversare sui mercati, con un’inflazione a volte incontenibile e tassi di disoccupazione record, spingendo sempre più lavoratori all’emigrazione. 

La pancia sempre più vuota di una classe media spaventata si scaglia contro un cervello in giacca e cravatta, accusandolo di manovre finanziarie e piani segreti incomprensibili e, per questo, malvagi. 

Ha fame di risposte semplici a problemi complessi.

Difficile consolarsi con lo sport o la cultura: le recenti Olimpiadi si sono svolte in un clima di accese polemiche, perchè si sono svolte in un Paese dalla situazione economica sociale instabile e oggetto di radicali rinnovamenti politici, che nel corso dell’anno hanno portato ad un vero e proprio golpe; tanto che le polemiche hanno offuscato il nuovo record stabilito dal campione di atletica. E’ venuto poi a mancare un grande poeta, che con la sua arte è riuscito a travalicare ogni barriera di genere ed a porsi come modello per la cultura e per la vita, per la comunità omosessuale e non.

Decisamente, questo 1936 non è stato un granché.

Come? Sorpresi? Non ne avete motivo: vi sembra impossibile che ai giorni nostri possa esserci una situazione paragonabile a quando in Spagna Francisco Franco formava la sua Falange, un gruppo sovversivo e populista che avanzava al grido di “PODE..” pardon, di “ Hasta La Muerte”, o a quando un panciuto signore italiano, molto abile nello sfruttare i mezzi di comunicazione più moderni, urlava alla classe media di essere padrona a casa propria? Che nel 2016 agli italiani salti per la testa il Grillo dell’antidemocrazia? Che il premio Nobel Obama come il premio Nobel Wilson non sia in grado di far passare una sola legge ad un Congresso repubblicano ed isolazionista? 

Non sembra di essere tornati nel 1936 solo a causa delle tante, notevolissime coincidenze, ma anche e sopratutto perchè i tre elementi che generarono il più grande medioevo della storia umana si sono ripresentati, ma ora viaggiano più veloci, e sono nelle vostre scuole superiori, nel Lounge hipster dove bevete una birra belga bianca, nella vostra macchina in carsharing. 

Se la banalità del male nazista si nutriva di odio, era un odio di tre marche, e oggi le stanno indossando in molti, attorno a voi. 

L’odio per il mercato libero. L’odio per gli intellettuali. L’odio per i ricchi

Sommateli, e avrete gli Hitler e i LePen, gli Stalin e i Trump, avrete tutto ciò che vi farà tornare la voglia, e ne avete davvero poca adesso, di democrazia.

F. Pipicella

Ps: non perdetevi il seguito la prossima settimana!

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