Merendine Moncalieri

Immaginate di dover andare a comprare della frutta. Ora immaginate che ogni volta dobbiate andare a comprare della frutta compaia magicamente una persona alla vostra porta, pronta ad offrirvi i vostri frutti preferiti ad un prezzo più basso di quello che trovereste in qualunque negozio della vostra città. Vi darebbe fastidio?

 

Parafrasando è questo che succede da ormai un anno all’ITIS Pininfarina, dove un ragazzo di 17 anni ogni giorno vendeva ai suoi compagni merendine a prezzi inferiori di quelli offerti dalla scuola. Questo giovane imprenditore girava per tutti i negozi della città cercando i prezzi più bassi per poi rivendere a scuola, modulando inoltre l’offerta in base a quali merendine piacevano di più ai suoi compagni.

 

Il ragazzo è stato premiato con una bocciatura ed una sanzione ancora da decidere, tutto in nome della legalità e della sicurezza dei singoli.

crisi-economica-mondiale

 

Questo diciassettenne ha avuto la piccola sfortuna di essere concorrente in un mercato monopolizzato dalla burocrazia di un’istituzione nazionale, facendo semplicemente ciò che è la base di qualunque contesto di scambio che funzioni, conquistando la parte di offerta che meritava. Di qui non è ammissibile che dei giovani risparmino quotidianamente dei soldi quando la loro Scuola ha stabilito che il prezzo delle merendine debba essere più alto. Allo stesso modo non è ammissibile che un ragazzo si impegni in modi non convenzionali per avere successo a discapito di situazioni non efficienti.

 

Questo episodio è una metafora perfetta della situazione italiana, un paese in cui serve la licenza anche per tagliare l’erba del vicino per cinque euro. Siamo circondati da associazioni di categoria, albi e burocrazia varia. Siamo circondati da tanti cartelli legalizzati che uccidono la competizione nel nostro paese e con essa ogni spirito imprenditoriale od ogni volontà lavorativa.

 

Sorge spontanea una profonda riflessione: non siamo stanchi degli infiniti tempistiche burocratiche di attesa, degli innumerevoli documenti e permessi per poter mettere in piedi anche la più piccola delle nostre iniziative? Non siamo stanchi di sottostare ad un giudice che si arroga il diritto esclusivo di decidere chi può fare cosa? Secondo quale principio etico od economico se ci sono persone che sono disposte a fare affari con noi non possiamo liberamente decidere di accordarci con loro?

 

È giusto che esistano delle regole è giusto cercare di rompere le barriere di asimmetria informativa cercando di incentivare comportamenti volti alla trasparenza, ma è veramente giusto impedire ad un libero cittadino di partecipare all’economia? La risposta è semplice, anche se in questo paese non appare così scontata. La liberalizzazione dell’economia non è il demonio, è solo il modo attraverso cui diamo il potere ad ogni singolo di fare ciò che vuole, e di contribuire nei modi che più preferisce fin tanto che ci sono altri disposti a fidarsi e collaborare con lui. Peccato che in questo paese interessi solo evitare che qualcuno sia più bravo di noi.

Ancora una volta #dallapartedeglioppressi

 

Simone Pasquini

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