Elezioni Bocconi 2015 – Le Recensioni!

La malattia del giorno è la febbre elettorale, che appesta gli studenti bocconiani. Abbiamo voluto leggere le proposte dei gruppi per darvi una nostra opinione globale sulla loro validità.

act

5 proposte per ACT, una lista nuova che viene da liste vecchie. Diversi candidati provengano dall’associazionismo bocconiano, area fertile in termini di iniziative e proposte. Hanno dalla loro parte la novità che porta con sé l’inesperienza.

NUOVA FASCIA DI CONTRIBUZIONE – Non è scontato che gli studenti possano incidere su questo tema; se l’idea fosse quella di un gioco a somma zero, ovvero una fascia aggiuntiva per i redditi più elevati e un alleggerimento delle altre, si tratterebbe di una proposta à la Robin Hood, il cui giudizio dipende dalla sensibilità personale del lettore.

SALVA MEDIE – Più pilu per tutti! Alziamo la media ad ognuno, tanto più quanto meno è stato bravo nel suo peggior esame, demagogia pura.

RIPRISTINO APPELLO APRILE – Se la riforma del calendario è criticata, per insiemistica la sua controriforma è gradita; l’appello ad Aprile non si mischiava ai generali del secondo semestre e ci trovava a mente più fresca. Punto facile.

PIANO LIBERO – Ottimo: negli ordinamenti anglosassoni i corsi opzionali esistono ben prima dell’università, ed il semplice esercizio della scelta è pedagogico. Gli studenti italiani scelgono pochissime volte durante il loro percorso e ciò li lascia privi d’esperienza di fronte alle decisioni successive.  L’opzionale al primo anno ad Economia è comunque previsto in Italia anche nelle università pubbliche: un atto di fiducia nello studente che la Bocconi può fare. L’immagine del punto-blu fa partire le toccate.

NUOVA DIDATTICA – La campagna elettorale e la didattica non sono da abbinare, il risultato tende ad essere mostruoso. Nello specifico la lista richiede controlli sugli insegnanti e materiale standardizzato; condivisibile.

blab

In realtà il programma intero è una trafila di punti degna delle politiche 2013. Eccovi i vincitori uscenti, BLAB, ragazzi bravi nell’organizzazione e nei giochi di parole: risolvono rapidamente e con efficienza i problemi pratici degli studenti, ma non abbiamo visto una visione dell’ Università né un discorso di lungo termine su questa che non sia adeguarsi agli standard internazionali.

TEMPO AL TEMPO – Valido, un voto costruito meno all’esame e più durante il percorso di studi riflette meglio lo studente e pesa meno le sue condizioni nell’istante della prova. “Didattica a misura di calendario” e “Date degli esami più ragionate” sanno di poesia democristiana.

GLOBAL BOCCONI – Più mete vuol dire più mete per tutti e possono essere anche 150, ma non aumenta la possibilità di nessuno di entrare da nessuna parte, diventa solo più complessa l’assegnazione. La Summer School al primo anno ci piace.

UFFICI DAL VOLTO UMANO – Tutte spese per l’università, facili da proporsi.

CAMPUS SWEET CAMPUS – Finalmente il casino in residenza! E gli ospiti overnight sono una manna, i Bocconiani sono stanchi di annodare lenzuola e calarsi dalle finestre. Questo punto lo supportiamo con il cuore e non ci sembra irragionevole.

SBLOCCAFUTURO – Stesso discorso di sopra sul punto della media, pura demagogia! Buono l’accesso al test da “esterni”.

DIGITAL ENGAGEMENT – Sondaggi e referendum sono un po’ come il prezzemolo nelle elezioni universitarie, e noi siamo allergici. Dell’App Bocconi non frega niente a nessuno. Il WI-FI più veloce non ci dispiace, ma non ce lo aspettiamo gratuito.

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Gli uomini di fede ritornano in Lista Aperta: è Obiettivo Studenti, che conoscerete forse con l’appellativo “I Ciellini”, gli unici con il sito web. Presentano 8 punti.

RIFORMA DELLA DIDATTICA – Stesse perplessità di prima, di questi argomenti è sempre meglio che se ne parli fuori dalle elezioni. La lista richiede nello specifico richiede l’alleggerimento dei carichi di studio, cosa che è simpatica a tutti, ma segue la tendenza luciferina di alleggerire anche le nostre competenze. No.

INCENTIVARE LO STAGE IN TRIENNALE – Dare più peso all’esperienza può aver senso in una Business School, ma si rischia di cadere nel vortice dell’arbitrarietà.

ACCESSO ALLA SPECIALISTICA – La lista richiede nello specifico che le certificazioni vengano conteggiate maggiormente, lo apprezziamo perché porterà più studenti a misurarsi con prove diverse da quelle della nostra università.

MERITO E CHIAREZZA – e banalità

LIBERO ASSOCIAZIONISMO – Studenti Bocconiani Liberali segue da tempo l’impegno comune dell’associazionismo bocconiano per ampliare la libertà e il peso delle attività studentesche; il contributo di questa lista è, per ora, modesto.

ESAMI OPZIONALI: PIU’ FLESSIBILITA’ – La lista richiede che si possa cambiare opzionale anche dopo due settimane di lezioni, ed ha senso ma anche un costo in più per l’università. Immaginiamo possa richiedere una penale, che pagherà chi è felice di pagarla: ci guadagnano tutti.

CAMPUS LIFE – Il Campus Bocconi è un progetto in corso, la cui prosecuzione e le cui tempistiche non dipendono dalla rappresentanza.

ISCRIZIONE AGLI ESAMI IN RITARDO – Può salvare la vita a qualche studente, può dare fastidio a chi è stretto coi budget, dato che qui la penale sarebbe d’obbligo, altrimenti si parlerebbe semplicemente di riduzione delle scadenze; questione di sensibilità personale.

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Ciascuno dei gruppi ha un programma sensato in parte e noi ci asterremo da un giudizio di sintesi, perché Il BocconianoLiberale non fa propaganda; vi diremo però qual è la proposta che ci ha più colpiti e per quali ragioni.

PIANO LIBERO – Eggià! Ci piace tanto perché è perfettamente in sintonia con uno degli indirizzi che vorremmo strutturasse tutta l’istruzione in Italia, ovvero la personalizzazione del corso di studi: da una parte per la solita menata sulla libertà dello studente, che sarà “solita” ma è comunque sacrosanta, dall’altra perché va presa in considerazione l’idea di educare alla decisione aumentando il numero delle scelte individuali esercitate dai ragazzi durante il loro percorso, e quindi la loro esperienza su criteri e risultati.

Si vota Martedì 28 e Mercoledì 29, e per qualsiasi dubbio state sicuri che i dintorni del seggio saranno popolati da bocconiani disinteressati, disposti a spiegarvi per filo e per segno il contributo di ciascuna delle liste a questa università; consiglio per la giornata?

Dite a tutti che avete già votato!

Il Bocconiano Liberale

Università Libera

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Le attività associative in Bocconi sono sottoposte alle decisioni di un organo, il Comitato Attività Studentesche Associative (CASA), che decide quali proposte degli studenti possano essere realizzate e quali invece no. Per quanto il CASA possieda notevoli margini di discrezionalità, i … Continua a leggere

Tra i Leoni: episodio 2

Abbiamo già criticato “Tra i Leoni” quando pubblicò un accorato articolo per un personaggio come Berlinguer, condito con la solita retorica della “brava persona” e della nostalgia dei bei tempi andati.  Abbiamo spiegato qui quali sono gli errori storici e politici di queste ricostruzioni.

Oggi, invece, iLbocconianoLiberaLe si concentra sul nuovo numero di Tra i Leoni appena uscito.
In particolare vorrei parlare rapidamente di due articoli: il primo intitolato “Il Quarto Stato”, il secondo “N cose che…ti fanno leggere un articolo”.

Il primo articolo ha subito attirato la mia attenzione perché ho sentito puzza di stronzata non appena ho letto il sottotitolo “dal proletariato marxista al proletariato capitalista” (mi scuso per la scurrilità, ma iLbocconianoLiberaLe deve farsi leggere perchè vive sul mercato).

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In 2 punti riassumo dove questo articolo mi è piaciuto di meno al di là dell’inconsistenza generale:

1-      Ancora una volta si scrive sulla rivoluzione industriale e su come la nuova rampante classe borghese sfruttava i lavoratori come i servi della gleba all’inizio dell’800. Questo tipo di argomentazione è entrata nell’immaginario comune a partire dal libro di Engels “La situazione della classe operaia in Inghilterra” che, tuttavia, è stato oggi pesantemente ridimensionato e contestualizzato alla luce del confronto tra le condizioni degli operai dell’epoca con quelle dei contadini degli anni precedenti alla rivoluzione industriale.
E ora un paio di domande: siamo così sicuri che i bambini prima non lavorassero e che le persone non si spaccassero la schiena nelle miniere o nei campi? Le condizioni dei lavoratori dell’epoca (certamente peggiori di quelle attuali) sono un prodotto del capitalismo cattivo o piuttosto dipendevano dal livello di sviluppo tecnologico?
E se non bastasse: 
siamo sicuri che la rivoluzione industriale sarebbe avvenuta con l’attuale legislazione sul lavoro? Probabilmente no e molti ritengono che la legislazione di oggi sia sostenibile (non sempre) solo perché lo sviluppo tecnologico ha consentito un incremento di produttività senza precedenti (sull’importanza dello sviluppo tecnologico vedi qui ) Inoltre, spesso le legislazioni statali dell’800 si adattavano a quelle che erano già le condizioni del mercato del lavoro dell’epoca o introducevano innovazioni marginali che si sarebbero verosimilmente ottenute anche senza l’intervento dello Stato.

2-      Secondo l’autrice, “gerarchia” e “ordine sociale”, parole che ben descrivono la società capitalista, sono assimilabili a “casta”.  Per risolvere il problema di questa affermazione è sufficiente prendere in mano un buon vocabolario della lingua italiana: il termine casta è utilizzato per descrivere un sistema sociale in cui è impossibile o quasi emergere e/o decadere dal proprio status. Gerarchia e ordine sociale non sono parole che descrivono il livello di mobilità sociale all’interno di un gruppo.
Inoltre non ho capito l’affermazione successiva che accomuna capitalismo e comunismo nell’aspirazione all’uguaglianza: a me risulta che il sistema capitalista e liberale aspiri a concedere la massima libertà possibile agli individui e non l’uguaglianza. O meglio, non si propone di creare l’uguaglianza sostanziale tra gli individui che è, invece, l’obiettivo proprio del comunismo.

Aggiungiamo poi la meraviglia nello scoprire le categorie di “mondo dirigente” contrapposto a “mondo proletario” e il gioco è fatto: la società occidentale ha prodotto un nuovo proletariato che non ha nemmeno le possibilità di quello di inizio ottocento. Ancora una volta le considerazioni sulla mobilità sociale, sulla qualità di vita e sullo sviluppo tecnologico lasciano spazio a quelle semplicistiche di chi nega la realtà pur di rivendicare il valore di alcune argomentazioni stantie. Senza contare il fatto che le situazioni di bassa mobilità sociale si verificano sopratutto nei paesi con un mercato del lavoro rigido e dove lo Stato interviene pesantemente nell’economia (il nostro, per esempio). 

Per quanto riguarda il secondo articolo la mia domanda all’autrice è questa: ma è davvero così negativo che la regione Umbria non finanzi più il Festival Internazionale di giornalismo?

Qui potete trovare la posizione di Studenti Bocconiani Liberali sui fondi statali, regionali e comunali all’editoria, al cinema e a tutto quello che viene definito kultura. 

Nicolò Bragazza

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